venerdì 15 aprile 2011

Lybia 2

Qualche tempo fa' avevo detto che Emergency non è in Libia.
Forse non c'era ancora ma adesso c'è.
Sono a Misurata, proprio in mezzo alla guerra.
Da Misurata: 13 Aprile
Da Misurata: 12 Aprile
Da Misurata: 11 Aprile

giovedì 14 aprile 2011

Girellando per il cyberspazio...

Girellando per il cyberspazio ho scoperto una cosa curiosa di cui non sospettavo nemmeno l'esistenza: BOINC. Che cos'è?
E' un software. E a rispondere così non si dice nulla.
E' l'acronimo di Berkeley Open Infrastructure for Network Computing. E' un software inventato dall'università di **** (e qui non lo scrivo perchè con un po' d'occhio si ricava dal contesto) che utilizza la potenza inutilizzata dal pc su cui è installato per elaborare dati e fare calcoli che sono utili ad alcuni progetti di ricerca di vario genere, medico, matematico, astronomico.
In pratica il computer quando è acceso e fa' le sue cose normalmente (navigazione, controllo posta, ascolto della musica etc etc) sfrutta le sue reali capacità di calcolo per un 10% o giù di lì. Un po' come il nostro cervello, che lavora sempre in tono minore.
Invece quando c'è BOINC il computer connesso a internet lavora sempre al 100%, manipolando dati che gli vengono inviati dai vari progetti di ricerca che si servono di lui.
Secondo wikipedia (nota fonte di notizie certe e comprovate :P) BOINC conta circa 485.000 computer attivi (hosts) intorno al mondo che elaborano una media di 5.053 PetaFLOPS (alla data del 6 febbraio 2011) posizionandosi - come potenza di calcolo – al di sopra del supercomputer più veloce al momento (Tianhe-1, con un rate di elaborazione di 2.507 PetaFLOPS).
Fra le ricerche che lo utilizzano, alcune mi sono sembrate interessanti. Malariacontrol, per esempio, che si propone di elaborare dei modelli di simulazione delle dinamiche di trasmissione del Plasmodium falciparum, allo scopo di simulare l'attuale stato della malaria nel mondo per distribuire in maniera più efficace supporti medici. Oppure il progetto SETI per la ricerca degli alieni... :-)
La scoperta di Boinc mi ha fatto venire in mente un paio di cose.
1) I computer.
Mio nonno era un geografo, lavorava alle officine Galileo a Firenze, e alle officine Galileo avevano un computer. Mio babbo non si ricorda a che cosa servisse (e mio nonno non può più dircelo...), ma si ricorda che una volta il nonno lo portò a vedere il computer. Occupava una stanza intera. Indicando quell'enorme macchina mio nonno disse: "guarda bene, questo è il futuro."
Come avevi ragione, nonno!
Adesso i computer servono a tutto, e la ricerca scientifica è di certo quella che più si è giovata di questo. Capacità di trattare milioni di dati e di calcoli, trascriverli e puff, ecco fuori il risultato. Altro che Einstein, che si faceva fare dalla moglie i conti sulla teoria della relatività.
Quello che spero è che al computer non venga mai data troppa libertà.
Nel senso, elabora sì il dato, mettilo in ordine, fa' una statistica, ma poi basta. Perchè il cervello forse non può essere usato al 100% ma funziona comunque sempre meglio di un computer.
2) La condivisione.
Il potere di calcolo di decine di migliaia di computer supera quello del più grosso supercomputer. Vorrà dire qualcosa? Che queste stupide macchine ci stiano indicando, nella freddezza dei loro codici binari, che condividendo si raggiungono i migliori risultati? Che l'oceano è fatto di gocce?
E c'era bisogno del computer per ricordarselo?

Ok, io penso che installerò Boinc, previa consultazione con il mio webmaster altrimenti mi sbrana e mi distrugge il computer. Preparati, mio caro pc: d'ora in avanti SI COMINCIA A LAVORARE!

sabato 9 aprile 2011

Assignment 3

Ho finito da poco di leggere "Coltivare le connessioni". L'ho letto sotto un albero, seduta per terra, con davanti un bel vigneto. Sono veramente fortunata! Vivere in campagna può essere una noia per le relazioni umane, ma permette di entrare in comunione con la natura, qualcosa che è difficile fare abitando in centro...
Questo che ho scritto qui sopra c'entra abbastanza col commento a "Coltivare le connessioni", compito dell'Assignment 3. Leggendolo mi sono venute in mente un sacco di cose: ma veramente, dovrei scrivere un altro pamphlet di commento al pamphlet e penso di non averne il tempo, e che non possa neanche risultare troppo interessante. Così voglio riferirmi soltanto a un'idea espressa nella parte 'oi dialogoi' (dal prof): "Una delle cose che vorrei comunicarvi è proprio l'idea che si possa essere anche persone vere e tecnologiche, recuperando la nostra percezione delle cosa vive per usare davvero bene internet che è massimamente viva".
Penso che la dicotomia 'verità/tecnologia' esista. 'Verità/tecnologia' non rende molto l'idea: meglio usare 'realtà' e 'realtà virtuale', o spazio e cyberspazio, per evitare diciture inflazionate.
Nello spazio c'è il sole, il cielo, gli alberi, il mare, le nuvole, la luna, il mio gatto che ronfa, il mio tavolo ingombro di libri, la mia biblioteca biomedica, i miei amici che studiano, la mia sorella che si incavola.
Esistono a tutto tondo: sono 'cose' (usato in senso improprio) che sento con le orecchie, vedo con gli occhi, posso toccare, di cui posso sentire l'odore (io no perchè ho il raffreddore 365gg l'anno...).
Invece il cyberspazio è essenzialmente scritto. Un'insieme di parole/immagini su un foglio.
Quello che sto malamente cercando di esprimere è che il cyberspazio, lo stare un'ora connessa a internet leggendo blog e cercando connessioni, non solo con persone ma anche con idee e informazioni, non mi da' le stesse emozioni che stare un'ora fuori con gli amici o da sola a spasso per i campi (o mamma, messa così fa' molto Heidi...), non mi da' la stessa soddisfazione, lo stesso divertimento, la stessa sensazione di star vivendo un'esistenza piena e ricca.
Forse è un problema mio. Forse è una questione di evoluzione.
Mi immagino che magari i miei figli o nipoti saranno talmente abituati al cyberspazio da viverlo come se fosse reale. Magari sono io indietro e nella linea evolutiva sono ferma all'omino col martello pneumatico mentre qualcuno è già all'omino al computer.

P.S.
Ho deciso di mandare per e-mail "Coltivare le connessioni" alla mia prof di Filosofia (che alcune di questa blogoclasse conoscono bene :-)), che secondo me ha capito e applica benissimo il concetto di PLE in filosofia e storia...infatti si scontra (e a volte cade...) continuamente col sistema del voto, che è quanto di più distante dal PLE si possa immaginare... 
 

mercoledì 30 marzo 2011

Assignment 4-Part One

L'assignment 4 parla di siti web preferiti, e di farsi una specie di agenda in hosting (forse non è il termine corretto, ma così mi autocapisco) condivisa con altri utenti del sito host, in modo che tu possa accederci da qualsiasi computer del mondo e che tu possa vedere quali siti interessano agli altri, e prendere spunto. Inoltre prevede anche di taggare i siti scelti per facilitare il tutto... ok. Io sono un po' scettica. E la sana memoria? Non è così difficile ricordarsi http://www.med.unifi.it/ o http://iamarf.org/ o http://www.wikipedia.it/ o http://www.google.it/, che serve nel caso in cui non ti ricordi http://www.qualcosa.it/, in fondo anche google lavora con un sistema di parole chiave... insomma, mi pare evidente che la funzione di questo servizio di preferenze non sia di memorandum ma di condivisione: io vedo il tuo sito preferito, tu vedi il mio e poi scopriamo che in realtà io preferisco il tuo e tu il mio. Forse sono scettica perchè sono nuova di questo mondo e non ho molti preferiti. Uso internet un po' come un'enciclopedia: scrivo su google quello che mi interessa sapere, mi leggo le prime due o tre risposte (se mi sembrano affidabili: p.e. se c'è scritto 'università di' etc etc) e poi se mi va approfondisco leggendo su altri siti. Insomma, il mio rapporto con i siti internet è molto una tantum, e poi tanti saluti. E per i due/tre siti che mi interessano ho scoperto grazie all'ass.2 i feed RSS...
Forse non ho ancora capito come si vive in questo cyberspazio, non sono entrata ancora a fondo nelle sue potenzialità. Forse perchè con questa allergia che mi ritrovo se sto più di un'oretta al computer poi non ho più due occhi, ho due palloni da basket.
Bene, farò comunque l'assignment, così vediamo se capisco qualcosa di nuovo! :-)

lunedì 28 marzo 2011

Sull'insegnamento

Non sono esattamente la persona adatta per parlare di questo argomento. Non ho mai fatto l'insegnante, credo di non sapere assolutamente cosa voglia dire fare l'insegnante, o meglio, essere insegnante... O meglio, essere maestro. La parola maestro mi piace di più.
Ho avuto la fortuna, nella mia esistenza scolastica, di incontrare raramente psicopatici, insopportabili, stronzi, e quando li ho incontrati sono sempre riuscita a stare il più lontano possibile da loro e dalle loro follie, senza pretendere che mi insegnassero nulla, se non il fatto che il mondo è pieno di psicopatici, insopportabili, stronzi. Ma devo dire che ho avuto più buoni che cattivi maestri, nonostante il declino di questo 'corso di simulazione della vita' che è la scuola (ma sarà vero declino, poi? o è sempre stato così?).
Sicuramente quindi, fra i frequentatori di questa blogoclasse, ci sono persone molto più qualificate di me per parlare di questo argomento. Quello che vorrei dire, però, è che oggi ho avuto un professore che ha iniziato la lezione in modo atipico. Gli studenti del primo anno di medicina dell'Unifi lo sanno, per gli altri (se ve ne sono :P) non c'è bisogno di riassumere il casus belli che il prof ha usato per dare il suo messaggio.
"Non abbiate paura della libertà e della responsabilità che essa comporta. E se avete paura, uscite da questa stanza e rinunciate a fare questo mestiere"
O cavolo!
Ecco, forse dopo undici anni di università di Istologia non saprò più nulla (con buona pace di questo prof), ma sicuramente mi ricorderò della libertà e della responsabilità...forse questo prof non ha detto niente di nuovo, niente di originale, forse è stato retorico, forse scontato...ma in fondo le cose serie da dire e insegnare sono quelle tre o quattro, non c'è bisogno di novità. Solo di qualcuno che le dica e che provi ad insegnarle... Io sono stata fortunata. Ho trovato, e dovunque mi guardi intorno continuo a trovare persone che con le parole e (più raramente, devo essere sincera) con l'esempio cercano di insegnare non soltanto nozioni, ma anche un modo di essere. Che magari a volte non si condivide fino in fondo, ma che comunque è qualcosa con cui confrontarsi, per costruire il proprio modo di essere...
Penso a tutti quelli che non hanno mai incontrato un maestro. O che l'hanno incontrato, ma erano troppo chiusi o disperati (o ottusi) per accorgersene, o troppo silenziosi perchè il maestro si accorgesse di loro.

domenica 27 marzo 2011

Non aprite quella porta

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...
paura, eh?
Cari amici e amiche del liceo classico (ma anche dello scientifico o del linguistico) non abbiate paura: NON E' LATINO.
Ci ho messo mezz'ora per capirlo, ma alla fine la parola 'sadipscing' mi ha portata sulla retta via, e ha messo a tacere la mia coscienza sconvolta perchè della frase sopra, dopo 8 (ebbene sì, io ho fatto 8 anni di latino, anche se solo 5 di liceo) lunghi anni passati sul G, non riuscivo a capire una mazza.
Non è latino, è LATINORUM.
E l'ho trovato andando a aprire 'Design' su blogger, e cliccando su 'modifica post'. Questo era il testo del 'post di prova', diciamo. Quello esemplificativo di come appare il post sul blog.
Sono scoppiata a ridere! Io penso che questi programmatori si divertano un sacco a inventarsi queste boiate... Mi vedo la scena: questi due chini sul computer da mane a sera, con gli occhi rossi da radiazioni computerifere (perchè a stare al computer vengono gli occhi rossi, che nessuno dica il contrario), le schiene gobbe, il cervello più o meno in pappa e la sindrome del tunnel carpale da mano eternamente sul mouse (Paternostro docet), "s'è finiho" (perchè il programmatore è OVVIAMENTE toscano... XD) "no aspetta, ci manca il post di prova" "che si scrive?" "provaprovaprovaprovaprovaprova" "noo, troppo easy" (perchè il programmatore parla un mix di italiano e globish) "fffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffff?" "non ha senso" "fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza" (notare come il programmatore utilizzi la notazione corretta della parola, cAnoscenza e non cOnoscenza. Perchè il programmatore è tutto tranne che ignorante...) "ha troppo senso" "scemo chi legge" "sì, così ci denunciano" (perchè il programmatore, fan sfegatato di Julian Assange e compagnia, ha il terrore costante che un giorno qualcuno venga a prenderlo sotto casa per portarlo via dai suoi cari-computers-)  "sopra la panca la capra canta sotto la panca la capra crepa" "come?" "sopra la panca la capra canta sotto la campa la crapra crepa" "come?" " sopra la panca la crapra canta sotto la pranca la campa crepra" "come?" "basta, m'hai rotto i..." "scriviamo lorem ipsum vim ut utroque mandamus intellegebat, ut eam omittam ancillae sadipscing, per et eius soluta veritus"
attimo di silenzio.
"forte, che vuol dire?" "nulla, ma di sicuro qualcuno passerà mezz'ora a cercare di tradurla a braccio, la copierà e la metterà su splashlatino sperando di trovarla, e non la troverà, poi passerà un'altra mezz'ora a cercare il vecchio dizionario di latino nel capanno in giardino (e qui si sbaglia, perchè io ce l'avevo in casa, sepolto da altre decine di libri, ma comunque in casa), altri 10 minuti a cercare lorem sul dizionario (e a cercarlo, inoltre, sotto 'fero', memore di quel 'fero fers tuli latum ferre'...ah, ma 'lorem' non c'era?) e la costruzione di intellego con ut (che non c'è)...e pensando di essere un ignorante si strapperà i capelli e innalzerà cori di ululii (notare il ricordo dell'Eneide che ha questo programmatore, incredibilmente colto...), finchè..."
Finchè avendo tempo da perdere ci scriverà sopra un post delirante...e vabbè...

sabato 26 marzo 2011

Lybia

"Sua moglie glielo aveva detto di parlargli. E anche i fratelli avevano insistito che lo bloccasse. Ma la verità è che Hasan non era mai stato così fiero di suo figlio Ahmed come quel giorno, quando gli disse che si univa al fronte per liberare il paese. E lo lasciò andare con la sua benedizione. Come padre, apprezzava quel coraggio e quella generosità. Partire a 24 anni come volontario, con una laurea in medicina e senza armi, per curare i feriti di guerra, in nome della libertà. Sono passati 13 giorni da quando se ne è andato. E oggi suo padre è la prima volta che viene a cercarlo al fronte. A cercarlo sì, perché nel frattempo Ahmed è finito nella lista dei dispersi."
http://fortresseurope.blogspot.com/